Il portale chitarristico più importante in Italia, ACCORDO.IT , parla di Marcello Zappatore e della sua esibizione...
Guitar Player & Composer

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MARCELLO ZAPPATORE: QUANDO LA CHITARRA PARLA
(Il seguente testo è ricavato da un intervista al chitarrista Marcello Zappatore prima di un suo live il 26-10-06)
''Poliedrico chitarrista nasce a Lecce nel '76, ma si avvicina tardi alla musica, è infatti all'età di 13 anni che inizia a suonare. Ad influire per primi nel suo stile, nel suo mondo, furono i Beatles, ma l'amore incondizionato per la musica esplose in maniera prepotente e definitiva alla visione dell'esibizione del grandissimo Hendrix a Woodstock nel 1969. Più in là poi fece la sua apparizione nelle sue influenze anche un altro grandissimo della chitarra: Frank Zappa (se solo non fosse per quelle quattro lettere in più). Queste sono dunque le tre grandi influenze nella musica di Marcello che per l'appunto, come già citato in precedenza, è un chitarrista poliedrico, che grazie alla sua grande tecnica e ad un tocco personale straemotivo riesce a spaziare in un numero incredibile di generi: passa infatti dal metal (basti ricordare l'esperienza Kiss of Death), al progressive (con gli Ahriman), ma anche generi tra i più disparati (suona anche assieme agli Aprés la Classe) fino ad arrivare all'improvvisazione jazz, infatti durante la serata del 26/10/06 ne ha dato una grande dimostrazione tanto che alcuni musicisti presenti sono arrivati a commentarne con queste parole l'esibizione: "Sembra che la chitarra parli" - "E' come se fossero due o più chitarre" o addirittura "Sembra quasi una piccola orchestra". Marcello vive in funzione della musica e questo lo si nota con la grande passione che ci mette e trasmette a chi lo ascolta, sia su disco e ancor di più live, assolutamente straordinario, un continuo flusso di emozioni, un eruzione infinita di note che toccano profondamente chi ne subisce l'ascolto, che ne viene praticamente inondato, travolto, per non lasciarne più la mente; è uno di quei musicisti che meriterebbe le grandi platee, le grandi arene, quei 50 euro di ingresso per un live che invece vengono riservati alle oscure star del pop, misteri della musica, enigmi, sempre e comunque oscure e piccole star che non reggono il confronto con tanto talento che almeno per ora non viene ripagato con le grandi platee, ma e di questo ne siamo sicuri, viene ripagato con la passione che mette nella propria musica e cosa ancor più grande con la passione che riesce a trasmettere, è uno di quei musicisti che hanno la rara capacità di emozionare e influenzare, lui un musicista che potrebbe influenzare intere generazioni toccando le corde più profonde dell'animo umano...
...grazie Marcello...!
by MondoBizarro 27/10/06
MARCELLO ZAPPATORE: DICONO DI LUI...
Ron Thal: "Very cool! One surprise after another!"
Salvatore Russo: "ogni volta che sento questo ragazzo ho un certo senso di inquietudine.. la stessa che provi ogni volta che ascolti un musicista che suona veramente con una propria originalità, cuore ed anima... grande..."
Va inoltre ricordato che anche l'immenso Steve Vai è stato favorevolmente impressionato dalla tecnica, dal tocco e dalla capacità di improvvisazione di Marcello Zappatore; bhè insomma, questo dice tutto...!
MARCELLO ZAPPATORE: UNA CHITARRA CHE EMOZIONA
Scheda Tecnica
Mi sono ritrovato il 26 Ottobre ad assistere ad un live acustico di uno dei più grandi chitarristi italiani cioè Marcello Zappatore. In poche righe cercherò di farvi una piccola recensione tecnica sul suo modo di suonare e di interpretare la musica che ha impressionato notevolmente noi spettatori.Marcello Zappatore suonava in duo con un altro chitarrista cantante di nome Oliver; i pezzi erano canzoni di vari generi rifatte in chiave acustica con l’impronta indiscutibile dello stesso Zappatore.Sono rimasto a dir poco impressionato dal suo tocco curato, avevo ascoltato altre volte delle sue composizioni su chitarra elettrica ma dubitavo che sapesse suonare benissimo anche la chitarra acustica, infatti la maggior parte dei chitarristi rock non hanno molta simpatia verso quest’ultima perché la tecnica cambia notevolmente come cambia anche la difficoltà di esecuzione.La sua tecnica nei soli era basata su una chiara strutturazione jazz a cui si accodavano tecniche differenti tra di loro che con opportuni intermezzi risultavano di facile ascolto rendendo tutto più orecchiabile. Ecco era proprio questo il punto di forza di Marcello Zappatore; in alcune parti dei suoi soli potevamo ascoltare in maniera sopraffina la tecnica dello Shredding, cioè quella raffica di note suonate a velocità incredibili e che difficilmente hanno l’impatto giusto in melodia e in esecuzione con la chitarra acustica, facendo notare tutta la sua bravura non solo cimentandosi con la tecnica che sovrasta la melodia e l’espressività ma creando un mix tra le tre cose veramente unico e inconfondibile.Una parte molto suggestiva della serata è stato un piccolo intermezzo musicale di Zappatore che ha eseguito diversi brani jazz e diverse improvvisazioni facendo notare solo una piccolissima parte della sua infinita bravura anche come jazzista poiché le sua armonia e la sua melodia avevano un suono completo come quello di un’orchestra ma che in realtà risultava essere un'unica e inimitabile chitarra… una chitarra che trasmetteva emozioni.''
By Free Steve 27/10/06