Il portale chitarristico più importante in Italia, ACCORDO.IT , parla di Marcello Zappatore e della sua esibizione...
Guitar Player & Composer
http://www.corrieresalentino.it/interviste/21513-intervista-al-chitarris...
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Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?
In casa dei miei c’era già una chitarra, dal momento che mio padre amava accompagnare la sua voce con la chitarra quando era giovane, ma non mi aveva mai attratto più di tanto; poi, improvvisamente, a tredici anni ebbi la fortuna di vedere in televisione il filmato dell’esibizione di Jimi Hendrix a Woodstock, e ne fui letteralmente travolto e folgorato. Proprio quel giorno decisi che ‘da grande’ avrei fatto il chitarrista, un po’ come tanti altri bambini sognano di voler fare il pompiere o l’astronauta o il calciatore. Non ho mai fatto nient’altro se non suonare, e difatti già a tredici anni cominciai a esibirmi in pubblico con un trio rock’n’roll.
Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.
Sono un autodidatta, ho imparato inizialmente tutto dai dischi e dai bravissimi musicisti con cui ho avuto la fortuna e l’onore di suonare. Ho studiato tantissimo, sono vent’anni che dedico tutte le mie giornate alla musica, da quando mi sveglio a quando mi corico. Nel tempo libero mi sono laureato in giurisprudenza. Poi a un certo punto ho sentito l’esigenza di confrontarmi con grandissimi musicisti e didatti, e ho seguito una serie di corsi di perfezionamento con celebri chitarristi di fama mondiale, tra cui: Frank Gambale (1997), Brett Garsed (2003), Massimo Varini (2005), Luca Colombo (2005), Pietro Nobile (2006), Paul Gilbert (2008) e Steve Vai (2009.)
Qual è il tuo pregio e il tuo peggior difetto artisticamente?
Il fatto di essere autodidatta mi ha preservato una certa freschezza e originalità nel contenuto delle mie idee musicali, e mi garantisce un approccio molto energico e irruente al modo di suonare; al tempo stesso, l’essere autodidatta mi rende non totalmente esente da alcuni errori di esecuzione e da alcune ‘ingenuità’, che mi auguro col tempo di migliorare. Il mio più grande pregio che poi è anche il più grande difetto, è che non voglio fare mai niente di allineato e di convenzionale. Suono tanta musica ‘convenzionale’ a livello ‘lavorativo’, per i vari impegni live e in studio con vari progetti musicali ‘altrui’, ma quando scrivo e suono musica mia, penso che debba piacere a me e a nessun altro e che non mi deve ricordare nessun’altra musica che ho già ascoltato.
Come nasce una tua composizione?
Scrivo musica con grande facilità, la scrivo in svariati modi, seduto al piano, o con la chitarra, o anche tutto nella mia testa senza avere strumenti sotto mano. Tecnicamente parlando più spesso le mie composizioni si generano da cellule ritmiche, anche se sono un grande amante della melodia ad ogni costo anche nei pezzi più storti. Ciò che scrivo non deve essere per forza ‘perfetto’, mi va bene anche già solo per il fatto che è una cosa mia, che è una fotografia di ciò che sono io in quel momento della mia vita.
Scrivi e suoni di più di giorno o di notte?
Dipende dai periodi, non c’è grande differenza per me tra il giorno e la notte riguardo al fatto di scrivere musica o suonarla. Ho sempre costantemente voglia di suonare. La musica ha reso la mia vita meravigliosa e totalmente priva di noia.
Hai partecipato a molti eventi di grande rilievo. Quali ricordi con soddisfazione?
Una delle soddisfazioni più grandi è stata suonare nel 2007 sul palco di Piazza San Giovanni per il Primo Maggio a Roma, con gli Après La Classe. A parte il fatto di condividere il palco con artisti immensi come Chuck Berry, l’idea di salire sul palco e avere settecentomila persone davanti a te che ti ascoltano, e tanti ancora di più che ti ascoltano in tv in diretta, è adrenalina allo stato puro.
Nel maggio 2009 esce il tuo disco solista 'LA CILIEGINA SULLA PORTA' (ed. Note Volanti), qual è il filo conduttore delle canzoni?Dove trovi l’ispirazione per le tue canzoni?
Il filo conduttore sono io. Ne 'LA CILIEGINA SULLA PORTA' non solo ho scritto tutto io, ma ho anche suonato tutti gli strumenti; ciò che unisce tutti i brani è il fatto che sono integralmente un parto della mia mente, senza condizionamenti da parte di niente e di nessuno. Non trovo mai l’ispirazione dei miei brani, strumentali, in fatti o cose reali. Compongo musica strumentale, e l’ispirazione mi nasce dalla musica stessa oppure, talvolta, dall’energia che mi trasmettono alcune persone.
A Ottobre e Novembre di quest’anno hai partecipato come attore protagonista del film su di te intitolato 'W ZAPPATORE' (Apnea Film, regia di Maci Verdesca), cosa puoi anticiparci?
Innanzitutto non siamo ancora molto certi riguardo alla data esatta di uscita, posso anticiparvi che ci sarà un cast con grandi attori come Sandra Milo, Guia Jelo e Monica Nappo, affiancati da attori non professionisti selezionati con grande oculatezza, e soprattutto posso presuntuosamente affermare che si tratterà di un film in cui la maggior parte dei musicisti s’identificherà. C’è tanta musica nel film, un bel po’ di tematiche religiose, l’energia dirompente del metal e del rock’n’roll, l’eterno soggetto del rapporto tra genitori e figli, ed è un film che farà ridere parecchio – non foss’altro per il fatto che l’attore protagonista (cioè il sottoscritto) è un NON-ATTORE, una persona che non sa recitare ma che è probabilmente perfetto nel fare se stesso, o meglio il ‘se stesso’ disegnato dal bravissimo regista Maci Verdesca.
Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?
Prevedo tanti nuovi capelli bianchi e sempre e perennemente tanta musica. Concretamente parlando, sto lavorando al mio prossimo disco, al quale parteciperanno dei sensazionali miei colleghi musicisti. Vorrei anche terminare il mio primo romanzo comico che intrapresi a scrivere tanti anni fa. E poi, un giorno, mi piacerebbe dormire otto ore…
Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola…
Grazie a Voi per la piacevolissima chiacchierata e per avermi concesso questo spazio. Non c’è amore senza musica, e viceversa.
http://www.marcellozappatore.com/