Influenze Musicali

Influenze Musicali

Parlare delle mie influenze musicali, di tutti gli artisti che mi hanno in qualche modo indirizzato nel concepimento della mia musica, potrebbe essere un discorso interminabile. Sin dall’inizio, infatti, ho avuto la costante e morbosa voglia di attingere a tutti i generi musicali esistenti, senza trascurarne alcuno, probabilmente mosso da una innata curiosità nei confronti di suoni e culture tra loro molto divergenti. Anche oggi, mi ritrovo spesso a dividermi tra ruoli tra loro apparentemente antitetici: il metallaro, il jazzista, il bluesman….nessuna di queste etichette mi piace, o forse sarebbe il caso di dire che le etichette non andrebbero proprio usate in campo musicale; sono sempre stato fermamente convinto che avere dei pregiudizi nei confronti di un genere musicale possa solo nuocere alla propria crescita musicale – ogni genere ha i suoi capolavori e le sue schifezzuole, e poi….è come per i cibi: ci sono tante persone che non assaggiano certi cibi perchè sono convinte che non siano di loro gradimento, pur non avendoli mai assaggiati. Non sanno cosa si perdono.
Tutto questo discorso (peraltro noiosissimo) non significa, d’altro canto, che io non abbia delle preferenze, o, se preferite, degli artisti a cui sono particolarmente affezionato. Eh, sì, perchè si può voler bene e amare una canzone o un gruppo così come si fa con una persona….a forza di ascoltare qualcosa, si fa sì che essa diventi una parte costitutiva del nostro bagaglio affettivo.
Posso dunque affermare, senza esitazione alcuna, di avere tre punti fermi, tre capisaldi, tre fedi, ovvero tre artisti (o meglio, due artisti e un gruppo) dei quali apprezzo l’intera produzione, dei quali non cambierei neanche una nota. Dopo questi tre artisti viene tutto il resto (almeno, nella mia personale opinione).
Innanzitutto vorrei citare i Beatles, ossia, a mio giudizio, la perfetta sintesi sonora: un disco in più o un disco in meno avrebbe guastato; una nota in più o in meno nelle loro canzoni le avrebbe intaccate; una parola al posto di un’altra avrebbe rivoluzionato tutto il senso del loro pensiero; invece, quello che ci hanno lasciato è la testimonianza imperfettibile della più grande espressione musicale del Ventesimo secolo, nonchè il trampolino di lancio da cui han poi spiccato il volo decine di nuovi generi musicali, tante nuove mode, molti messaggi positivi, milioni di artisti. Nonostante la mia pochezza musicale, mi sento di appartenere a questa schiera interminabile di musicisti che ispira il suo messaggio musicale a quanto ha potuto sentire, apprendere, respirare e sviscerare dal quartetto inglese.
In secondo luogo vorrei ricordare la grande influenza esercitata sul sottoscritto dall’intramontabile Frank Zappa, uno dei più originali e prolifici artisti; dal grande compositore credo di aver (immeritatamente) ereditato l’approccio ironico e autoironico alla composizione, la voglia di stupire con repentini mutamenti di atmosfere sonore e l’amore per le costruzioni musicali eccessive, ai confini del masochismo. Non so se il mio cognome ha qualcosa a che fare con il mio amore per Zappa…forse era destino…..
Infine, dal momento che poi alla fine sono pur sempre un chitarrista, non ho saputo resistere all’influsso inevitabile del grande Jimi Hendrix….a dire la verità, vedere il filmato di Hendrix a Woodstock è stata la molla decisiva che mi ha fatto capire che era la chitarra il mio strumento. Ma la grandezza di Jimi risiede nella sua immensa statura di compositore, di cantante, di cesellatore di suoni fino ad allora mai ascoltati, senza dimenticare il brevissimo tempo in cui ha inanellato tutta questa serie di perle preziose.

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