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(le interviste e le recensioni del film WZappatore)
Trailer del film W ZAPPATORE


Meltingplot: intervista a Marcello Zappatore su W ZAPPATORE

Meltingplot
Dopo l’incontro con Massimiliano Verdesca non potevo farmi scappare l’occasione di intervistare l’unico, inimitabile, ed enormissimo [rullo di tamburi] Marcello Zappatore.

Lui, oltre ad esserne il protagonista, di W Zappatore ha curato anche le musiche.
Ne abbiamo chiacchierato nell’intervista, eccola:
Innanzitutto MORTE AL FALSO METAL!
Morte a tutta la falsità che circonda la musica, al business e ai siparietti che circondano gli artisti o che tengono in piedi presunti artisti o che impediscono a veri artisti poco inclini alla falsità di esprimersi.
Parole sante. Il Metal scorra potente nelle tue vene.
In W Zappatore, oltre a essere il protagonista, hai composto anche le musiche. Come sono nate? E’ tutta farina del tuo sacco?
È tutta farina del mio sacco, amo moltissimo comporre e soprattutto registrare, forse più che suonare in senso stretto. La cosa interessante è che si tratta di un film in gran parte nato su musiche mie preesistenti. Nel corso di tutti questi anni di collaborazione con Maci, ogni qualvolta io registrassi qualcosa di mio, lo rendevo partecipe, e alcune scene sono state cucite e realizzate su miei brani del passato (ad esempio c’è una scena in cui suoniamo ad un cinquantesimo anniversario di matrimonio, ed eseguiamo una versione shred metal di un celebre tango argentino, mettendo in difficoltà gli attempati tangueri: quel brano già esisteva anni prima del film, Maci l’ha ascoltato ed ha pensato questa scena basata sul pezzo).
Immagino che Maci sia Massimiliano. Beh, grandioso.
Allora facciamo un passo indietro. Maci ci ha detto che il film è nato da un corto. L’idea del corto veniva proprio dalla voglia costruire qualcosa intorno alle musiche?

Dobbiamo fare più di un passo indietro. Io e Maci, il regista, frequentavamo la stessa scuola superiore. Ma non ci consideravamo minimamente, entrambi eravamo particolarmente timidi e introversi a quei tempi. Poi dopo una decina d’anni dalla fine della scuola ci siam ritrovati per caso, tramite internet. Lui era stato negli Stati Uniti e viveva a Milano. Io ero sempre a Lecce ma in quel periodo giravo in tour per l’Italia con un gruppo metal. Quando Maci mi vede in quel contesto notevolmente satanico-folcloristico fu folgorato, a breve gli fu commissionato da MTV (presso cui lavorava come copywrighter) uno spot, e decise di farlo su di me. Venne a casa mia a Lecce, mi riprese ventiquattr’ore su ventiquattro aspettandosi chissà quale vita ribelle-satanica-estrema-spericolata. Invece riprese ore e ore di nulla. Io che suonavo la chitarra nella mia cameratta, prendevo il caffé, passeggiavo. Il nulla. Un nulla che però a lui piacque incredibilmente. Montò questo spot in cui non accadeva nulla. Quelli di MTV ne furono indispettiti e gli ordinarono di rimontare tutto immediatamente, e a un giorno dalla consegna gli venne in mente di montare sullle mie inconsistenti immagini un mio voice over (una voce fuori campo da me registrata) in cui affermavo la mia discendenza da Frank Zappa. Ne venne fuori un capolavoro, lo si può vedere qui:

Da quel momento Maci era ossessionato artisticamente dal pensare a scrivere e realizzare qualcosa che mi vedesse protagonista. Arrivò a sentirsi in dovere di specificarmi che non era omosessuale.
Scrisse una infinità di sceneggiature differenti su di me, ma quella che poi si concretizzò nella realizzazione del corto “In religioso disagio” è un po’ l’idea alla base anche di W ZAPPATORE, ovvero il prospettarsi del peggiore evento nefasto che potrebbe accadere a un chitarrista metallaro: il presentarsi nel suo corpo di segnali divini sotto forma di STIGMATE.
Il cortometraggio fu realizzato nel 2005 e andò a vari festival in giro per il globo, lo si può vedere qui:

Un gran bel bromanzo il vostro. Ho guardato i video e ora sei il mio supereroe preferito. Ma torniamo al film: quindi, musica vera, attori veraci ma…birra e rutti sono D.O.C.?
io non bevo dal 2005 e non sono solito ruttare neppure quando son da solo. Son particolarmente atipico come presunta icona del rock’n’roll. Per me il rock’n’roll è un genere musicale o, qualora lo volessimo rendere metafora, un’attitudine alla genuinità e alla libertà di pensiero e di azione
Mi ricompongo. The House of James Bond si sente più volte durante il film, in una di queste è Sandra Milo a cantarla ma la voce è stata prestata da una cantante. Chi è?
Per essere più precisi il brano si chiama James Bond ed è stato dal sottoscritto riproposto in tutte le salse per il lungometraggio. Spesso Maci mi chiedeva di fare una versione di James Bond in stile heavy o una acustica o una col solo piano, nel film ce ne sono solo alcune, alla fine, ma ne avrò incise decine durante la realizzazione del progetto. La voce ‘canora’ di Sandra Milo è quella della bravissima cantante salentina Marta De Giuseppe.
Brava Marta. Ho ascoltato qualche tuo pezzo sul web. Ti interessi di diversi generi musicali vedo, ma la tua passione è sempre il metal. Avete in progetto qualcosa di inerente alla musica/il metal per il futuro?
[e dato che mi pare di capire che ama anche il jazz faccio partire un tema musicale consono]

Intendiamoci, io sono un musicista, quindi ho a che fare con la musica. Il metal è solo uno dei generi musicali possibili, e fra l’altro sono del parere che questa faccenda dei generi musicali possa avere un’utilità solo classificatoria, per sapere in quale scaffale del negozio mettere un determinato cd. Amo tutta la musica e in ogni genere musicale c’è musica bella e musica brutta. Nella maggior parte dei casi la musica brutta è quella fatta non per amore della musica stessa ma per amore di altre cose che con la musica hanno poco a che fare.
Ho appena terminato di registrare il mio nuovo disco da solista, che adesso è in fase di missaggio e mastering grazie all’apporto del fonico Antonio Porcelli. Attenderò il momento giusto e l’offerta di distribuzione adeguata per farlo uscire, sperando magari che l’uscita del film possa aiutarmi ad avere un po’ più di visibilità, visto che la musica che scrivo è abbastanza assurda e priva di qualsiasi attrattiva commerciale.
Secondo me hai tutte le carte per avere successo, a prescindere dal film. Immagino comunque che in Italia sia difficile “sfondare” nella musica e avere una buona distribuzione, soprattutto quando non si punta al mainstream.
Hai avuto un’ispirazione particolare per questo nuovo album?
Io non voglio sfondare. Mi piacerebbe ogni giorno essere in grado di creare della musica migliore del giorno precedente. L’ispirazione viene da tutta la mia vita, quando faccio una nota, quella nota è figlia di tutte quelle che son venute prima, di tutte le parole già dette, di tutte quello che ho ascoltato. Mi ispira molto la musica stessa, quella che ascolto, quella che suono, d’altronde vivo le mie giornate in essa immerso.
E riguardo al recitare? Non ti piacerebbe proseguire?
Non sono un attore, ma l’esperienza mi è piaciuta moltissimo e mi ha divertito, e quindi.. perché no?
Io ci spero. Spero anche che potremo vedere W Zappatore prestissimo in tutte le sale italiane. Ci sono novità?
In Italia mi sembra difficile far passare un film del genere, difatti abbiamo ricevuto offerte da varie nazioni ma in Italia ancora nulla di certo. Verrete chiaramente informati appena ci sarà qualche novità che ha i crismi dell’ufficialità e della certezza.
Molto bene, allora in bocca al lupo sia per il film che per il nuovo album.
Solo una cosa…me lo diresti un’altra volta?
MORTE AL FALSO METAL?
o “MANCU LI CANI”?
o “ROCK’n’ROLL, FIGLIA DI DIO. ROCK’n’ROLL”?
AHAHAH…no…solo “È grave?”
Sì. È Dio.


TV SORRISI E CANZONI su W ZAPPATORE

Tv Sorrisi Canzoni su W ZAPPATOREW ZAPPATORE su TV Sorrisi e Canzoni, 13 settembre 2011


W ZAPPATORE su Vanity Fair con intervista a Sandra milo


Il sito del NEW YORK TIMES recensisce W ZAPPATORE


W ZAPPATORE su ROLLING STONE

articolo su W ZAPPATORE apparso sul giornale ROLLING STONE, numero di maggio 2011


articolo su W ZAPPATORE su IL PAESE NUOVO

W ZAPPATORE. MALE DIVINO

Parlare di cinema in senso moderno ottimizza le potenzialità di un linguaggio che lavora sull’interpretazione di una tavola ricca di segnali di fumo, in cui gli aspetti più intimi dell’allegoria vanno a fondersi con l’idea del senso di realtà vista dalle diverse angolazioni e vissuta per quello che è, ovvero come proiezione di un mondo che gioca alla mescolanza con il circondario e non rinuncia al tempo stesso alla via della realizzazione unica, da puntarsi tutta sull’ampio respiro degli spazi di libertà. È il pungolo che minimizza lo steccato delle identificazioni false e lavora al doppio, smantellando l’idea di prevaricazione rispetto ad un mondo limitrofo che aspetta comunque di essere vissuto e lo sarà ma solo al momento opportuno, con la nuova pelle frutto delle turbative di un allontanamento cupo, apparentemente inspiegabile, ma necessario. I modi e le forme del distacco da chi o cosa, sono le caratteristiche di un mondo secolare fatto di bisogni qualche volta inespressi cui il linguaggio dà voce, con i mille volti e le espressioni di un fine che giustifica in mezzi in vista del bivio che ricompone il dialogo là dove si era aperto, attorno al senso e alla necessità d’identificazione e riforma della parte sepolta di se stessi. L’esperienza circolare è il sinonimo del viaggio profondo, tutto interno, come una forza che crea e distrugge, le cui ripercussioni colorano il percorso con toni diversi solo all’apparenza, con i motivi del passato che li spingono fuori campo, ma li recuperano poi, direttamente dalla mischia di un’emotività nuova e mano mano di nuovo condivisa. È il gusto della narrazione che scioglie i nodi più o meno stretti di una cassa di risonanza pronta a lavorare gomito a gomito con il subcosciente e sue proiezioni in W Zappatore (2010) di Massimiliano Verdesca, pellicola in cui il buon ritmo dei tempi narrativi si accompagna ai richiami dell’introspezione di un racconto sulla paura dello spettro che c’è ma non si vede e si presenta a far baldoria quando tutto dovrebbe filare liscio.
Presentato in anteprima a Lecce al Dodicesimo Festival del Cinema Europeo, il film lavora su una linea guida come la storia del chitarrista salentino Marcello Zappatore (nella parte di se stesso), corredando la colonna portante dello script con le ricostruzioni di luoghi, usi e costumi del Salento filtrati dalle modalità della narrazione che si concentra sul dettaglio per rielaborarne una storia a sé, un po’ come se il mondo che guardiamo avesse da qualche parte una piccola porta segreta cui accede solo lo spettatore quando entra in sintonia con il nuovo habitat e con le emozioni del protagonista. Si gioca a carte scoperte sino dall’incipit e, immediatamente, siamo nel nucleo caldo dell’intreccio, potremmo dire bollente perché Marcello sente il fuoco di qualcosa che non va e lo sente bruciare accanto alla sua passione per l’heavy metal, al quotidiano sodalizio artistico con la sua band, all’amore per la sua ragazza, Rosa, che diventa un po’ per volta il desiderio sfumato di un’emozione cui non riesce più a dare un nome preciso. Soverchiato da un mondo di antiche sicurezze che crolla dritto su di lui di pari passo con la crescita di uno strano livido nel fianco, Marcello si prepara al grande confronto con l’ego in cui la croce capovolta che è simbolo di riconoscimento formale nel proprio ambiente, decodifica i vecchi significati a vantaggio di una battaglia fra bene e male che guiderà Marcello nel cammino accidentato dei lividi che si fanno stimmate sul corpo di un metallaro, degli amici che se ne vanno, della vita che si fa beffa e paradosso di sé. Dritto fino all’epilogo, come bilancio di chiaroscuri e amarezze. Molto fluida la sceneggiatura, ben affiatato il cast. Bello il climax di sentimento e malinconie fra nonna Sandra Milo e il nipote Marcello, custodi del mondo privato vecchio e nuovo in odore di lieve compromesso, quanto basta per non estinguersi.

Daniela Estrafallaces


Tgnorba (telenorba) su W ZAPPATORE


Intervista per Radio Orizzonti Activity – aprile 2011


PAPERBLOG su W ZAPPATORE

Applausi calorosi in sala per questa pellicola vivace ed originale nei contenuti e nello stile. Il protagonista, Marcello Zappatore, un ragazzo attempato della provincia leccese che suona in una band di metallari satanisti, viene colto da uno strano prurito sul costato che si rivela ben presto essere una stimmate. Alla sua conseguente crisi mistica, si aggiunge il tradimento della compagna che lo pianta per il cantante del gruppo metal. Confuso e abbattuto Marcello lascia la sua storica band e si esibisce con un imitatore di Elvis Presley, ma l’anima metal che è in lui riemerge prepotentemente e alla fine vince su tutto: sulle piaghe sanguinolente che si sono impossessate del suo corpo, sulle preghiere della madre che chiede alla Madonna di far trovare un lavoro cristiano a suo figlio, sulle esortazioni di un prete che cerca di indirizzarlo verso la retta via.
Zappatore, impavido, mette in piedi una nuova band, capitanata dalla nonna in veste di cantante (un’imperdibile Sandra Milo!), infiamma il palcoscenico e riconquista la sua donna.
Un film umoristico, surreale e bonariamente dissacrante, che sbeffeggia con leggerezza e allegria superstizioni e luoghi comuni. Bravi tutti gli attori, principali e secondari ed efficaci le caratterizzazioni. Ottima la scelta musicale. Sullo sfondo, come ama sottolineare lo stesso regista, una Lecce insolita, spogliata delle meraviglie del suo barocco ma non della bellezza e della poesia del suo mare.


IL PAESE NUOVO su W ZAPPATORE

Lecce – Il festival si è ufficialmente aperto. Il compito di rompere il ghiaccio a ‘W Zappatore’, film fuori concorso di Massimiliano “Maci” Verdesca inserito nella sezione ‘Eventi Speciali’.
Vita, difficoltà e grottesche leggende di un chitarrista di una band satanista nell’assolata provincia leccese. Di questo parla ‘W Zappatore’, ovvero di un virtuoso della chitarra elettrica ormai 33 enne alle prese con una madre bigotta, che aspira per lui ad “un lavoro da cristiano”, e con la paradossale, quanto scomoda comparsa di uno strano prurito al costato sinistro, avvisaglia di futura stimmate.
Protagonista delle grottesche vicende proprio lui, Marcello Zappatore, noto compositore leccese, compagno di studi da tempo immemore del regista Verdesca, autore della strampalata biografia, sospesa tra realtà e finzione.
Che la stimmate sia un dono di Dio o un diabolico segno da contrappasso dantesco, poco importa, ciò che conta è la sua funzionale comparsa sulla scena in grado di trainare il racconto nel percorso di redenzione. Nel suo viaggio personale attraverso due mondi apparentemente incompatibili, quello nero del rock e quello bianco di Dio, Marcello perde prima la ragazza e la casa in cui i due convivono e poi la sua band satanista (che di certo non vuole un chitarrista stigmatizzato); tenta di farla finita nel mare tempestoso di San Cataldo, ma viene salvato da un improbabile atleta dai lunghi capelli biondi (che sia un’allegoria di Gesù?) e incontra nuovi amici. Tra questi una giovane bassista dark e un simpatico batterista in salopette blu, con i quali formerà un nuovo gruppo metal.
Ma chi davvero condurrà Zappatore verso la risoluzione finale del travagliato percorso, sarà la nonna, una divertente ed energica Sandra Milo, in una veste inedita. Motore del racconto di Verdesca, assieme all’artificio della stimmate, il personaggio interpretato dalla Milo (perfetta nel ruolo della nonna-cantante metal) spinge Marcello verso la realizzazione delle proprie attitudini e inclinazioni, traviando i tentativi di espiazione del nostro che, alla fine, cede al richiamo del rock ‘n roll.
‘W Zappatore’ sembra quasi l’atto finale di una serie di storie e fantasie che dai tempi del liceo Massimiliano Verdesca e Marcello si sono raccontati con la promessa di un futuro omaggio. Si tratta di un film spiritoso e paradossale nel quale ogni scena sembra un’istantanea fotografica di paesaggi conosciuti a chi è del posto. Chissà se chi non ha ben presente luoghi, credenze e locuzioni dialettali dell’universo messo in piedi nei 95 minuti di pellicola riuscirà a trovare divertenti alcune trovate così come è capitato a me. (Chiara Melendugno)
Regia: Massimiliano “Maci” Verdesca; Sceneggiatura: Massimiliano “Maci” Verdesca, Emiliano Ereddia; Fotografia : Fabio Casati; Montaggio: Claudio Bonafede; Scenografia Set design: Alessio Baskakis; Musica: Marcello Zappatore; Costumi: Alessandra Impalli, Susan Boffi. Interpreti: Marcello Zappatore, Sandra Milo, Guia Jelo, Monica Nappo, Ilario Suppressa, Raffaele Maisto, Raffaello Murrone, Augusto Papadia. Produttori: Simon Puccini, Massimiliano “Maci” Verdesca; Produzione: Apnea Film.
Il regista, Massimiliano Verdesca
Nato a Lecce nel 1976, Massimiliano “Maci” Verdesca inizia a lavorare in pubblicità come copywriter per l’agenzia D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, B.B.D.O. Dopo un paio d’anni d’agenzia, lascia Milano e si trasferisce a New York per studiare regia alla NYFA (New York Film Academy). Rientrato a Milano, inizia la collaborazione con diverse case di produzione. Il suo primo spot, con Hfilms, è il lancio di MTV sulla piattaforma digitale di SKY, spot finito poi in short-list al Cannes Lions International Advertising Festival. Prosegue la sua collaborazione con altre case di produzione come The Family, Fargo e ApneaFilm. E’ stato cooproduttore del film Onde di Francesco Fei uscito nel 2006. Il corto In religioso disagio da lui diretto e prodotto, è stato presentato in concorso al Rotterdam IFF nel 2006, per poi essere selezionato in altri festival nel mondo, tra cui: Milano Film Fest., Arcipelago, Kolkata Film Fest. Il corto è parte di un più ampio progetto riguardante il fantastico e reale personaggio di Marcello Zappatore. Protagonista di un “ritratto in digitale” trasmesso da MTV nel 2004, del progetto fanno parte anche un libro di stills, tratti dal materiale video riguardante Zappatore, e il lungometraggio W Zappatore.


MetalArci WEBZINE su W ZAPPATORE


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Cinecittà News su W ZAPPATORE


FuturaTV su W ZAPPATORE


Conferenza stampa del 12/4/2011 su W ZAPPATORE


Otranto Oggi su W ZAPPATORE


Intervista sul Corriere Salentino per W ZAPPATORE

Il primo lavoro di Massimiliano ‘Maci’ Verdesca, prodotto dall’ApneaFilm e intitolato “W Zappatore” verrà presentato questa sera nell’ambito della dodicesima edizione del Festival del Cinema Europeo.
La pellicola, girata interamente nel Salento racconta le vicissitudini del chitarrista di una band metal che, suo malgrado, riceverà il dono delle stimmate.

“W Zappatore” è la storia di un viaggio attraverso due mondi apparentemente incompatibili, quello del Rock’n Roll e della fede.

Protagonista del film, che si preannuncia già un cult, sarà Marcello Zappatore, chitarrista di indiscussa fama.

Abbiamo incontrato Marcello Zappatore e scambiato quattro chiacchiere con lui in occasione della presentazione di W ZAPPATORE tenutasi presso il caffè Barocco a Lecce:

Ciao Marcello, cosa dobbiamo aspettarci da questa prima di W ZAPPATORE?

Dobbiamo sicuramente aspettarci un grande afflusso di pubblico, il che ci fa enorme piacere. I biglietti sono andati esauriti appena comparsi al botteghino, e questo è chiaro segnale di una grande attesa creatasi attorno a questo lungometraggio, grazie anche al passaparola innescatosi tramite internet e all’indubbio valore del trailer di presentazione.

Durante la conferenza stampa sei apparso piuttosto rilassato, non sei emozionato neppure un po’ per il tuo esordio sul grande schermo?

Non sono emozionato o teso, in quanto sono abituato all’adrenalina relativa a qualcosa che devo realmente ‘fare’ sul momento, come ad esempio affrontare un concerto o una registrazione importanti, ma in questo caso il mio lavoro è stato già svolto, il film è già girato, la colonna sonora (da me composta e registrata) è già pronta e inclusa nel lungometraggio, per cui il mio compito è già stato adempiuto, ora si tratta solo di raccogliere i frutti. E’ naturale che io sia molto felice di vedersi concretizzare una attività creativa durata in realtà sette anni, dal momento che il primo lavoro svolto da me e il regista Massimiliano Verdesca risale al 2002

Ti sei confrontato con attori professionisti, quali Sandra Milo e Monica Nappo. Come hai affrontato questa sfida? Hai improvvisato completamente oppure hai studiato con la tua parte nel film? Quanto c’è d’improvvisato nella pellicola?

Non c’è niente di improvvisato, ho interpretato fedelmente la sceneggiatura confezionata ad arte da Massimiliano Verdesca ed Emiliano Ereddia, anche se mi è riuscito molto semplice ed agevole, considerando che è stata praticamente scritta su di me, ed io ho dovuto recitare la parte di me stesso, di Marcello Zappatore, o meglio la parte del Marcello Zappatore visto da Massimiliano Verdesca

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Sei conosciuto come chitarrista di talento, ma dovessero proporti ancora una volta di fare cinema lo rifaresti?

Ho già inciso e ultimato un nuovo disco solista (il precedente, ‘LA CILIEGINA SULLA PORTA’, è del 2009), e spero di trovare, magari con la complicità dell’uscita del film, una etichetta discografica e una distribuzione che possano farlo uscire degnamente e con tutti i crismi. Non sono capace di recitare, dunque dubito che qualcun altro sarà così folle da volermi coinvolgere in progetti cinematografici, ma sono pronto a tutto, e ben volentieri mi presterei a recitare, cantare, suonare, ballare, o dipingere steccati

Qual è il tuo ricordo più bello legato a questa avventura?

Il ricordo più bello riguarda il clima di amicizia, fratellanza e solidarietà che c’era sul set; eravamo, senza retorica facile, una grande famiglia, tutti sullo stesso piano, e tutti in pieno credevamo nella causa di ‘W ZAPPATORE’, e solo grazie a questo immensa convinzione collettiva il lungometraggio, fra le molteplici difficoltà date dalla produzione indipendente con budget non certo hollywoodiano, è giunto a una felice conclusione

Ti ringraziamo, in bocca al lupo per questa sera!


W ZAPPATORE su IL PICCHIO MAGAZINE

Il giornale IL PICCHIO MAGAZINE dedica, a pagina 16 del numero di Aprile del 2011, appena uscito, un approfondimento al film W ZAPPATORE, presentato mercoledì 13 aprile 2011 a Lecce al Cinema Multisala Massimo alle ore 20.


intervista a Marcello Zappatore su La Gazzetta del Mezzogiorno riguardo il film ‘W ZAPPATORE’


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