Kiss of death Inferno Inc

Kiss of death Inferno Inc

Kiss of death Inferno Inc (2004)

esce nel 2004Max Serafino – voce e chitarra ritmica; Marcello Zappatore – chitarra solista; Luigi Greco – basso; Dario Congedo – batteria-

RECENSIONI -METALITALIA.COM Web’zineFEBBRAIO 2005-Italia- A distanza di quattro anni dal primo “Stronger Than Before” tornano alla carica i pugliesi Kiss Of Death con il nuovo “Inferno Inc.”, un disco dal titolo che ben esprime le intenzioni del gruppo di marcare a fuoco la scena metallica italiana. La bio, in proposito, oltre ad elogiare le capacità della band (sicuramente, su questo, come sulla registrazione – pressoché perfetta – del disco, non ci sono dubbi), parla di un ‘power thrash metal’ come del genere di cui il gruppo si fa portatore; definizione, però, da prendere con le pinze, perché, almeno al sottoscritto, quando si parla di tale genere vengono in mente gruppi americani come Helstar, Armored Saint, Iced Earth, tutte band dai quali i Kiss Of Death sono lontani anni luce. La definizione risulta in un certo qual modo appropriata se la si collega ad una smisurata amplificazione della potenza sonora della band (visto che, effettivamente, molti riff possono essere considerati parte integrante di un genere che risponde a quella definizione), e la si mischia ad un pizzico di metalcore, death melodico si condisce tutto con lo screaming furioso del singer Max. Buono – ma, si tenga ben presente, soltanto ‘buono’; e con queste capacità, sono sicuro, in futuro i Kiss Of Death potranno fare ancora meglio – è anche il livello qualitativo su cui si assesta il disco, che, dopo essere decollato con le ottime “Three Times Six”, “Violent Attitude” e soprattutto la melodicissima “House Of Pain” (che rappresenta forse l’apice di “Inferno Inc.”) si perde un po’ nei pezzi successivi, che, pur essendo discreti, risultano alle volte scontati ritmicamente (è il caso di “New Blood” e “Declaration Of War”, per esempio), anche se pezzi come “Bestower Of Death” e la titletrack stessa sono ancora ottimi esempi di cosa possa dimostrare il gruppo nell’ambito del metal estremo. Dunque complimenti ai Kiss Of Death (che, lo ripeto, viste le capacità, in un futuro non troppo remoto potrebbero fare il botto definitivo!) e un caldo consiglio ai fan di metal estremo e possibili acquirenti in ascolto: non lasciatevi sfuggire questo dischetto!

HARDSOUNDS.IT Web’zineFEBBRAIO 2005-Italia– Vengono da Lecce, ma sono già noti in tutta Italia: i Kiss Of Death sono un gruppo che propone da otto anni un Power Thrash made in Italy di chiara matrice svedese, con influenze che vanno dallo Swedish Death al Metal Core. Questi quattro ragazzi hanno un’esperienza veramente invidiabile, che li ha portati sui palchi di mezza penisola non solo per concorsi ed autopromozione, ma anche come opener per Sepultura, Saxon, Shelter, Raw Power, Linea 77, Extrema, Undertakers, Node, Death SS, Necrodeath, White Skull, Sadist, Opera XI, Stormlord e Natron: non sono in molti a poter vantare un curriculum del genere, cui si sommano partecipazioni a svariati concorsi e ad un programma di Rock TV. “Inferno Inc.” è un full-lenght di 9 pezzi per un totale di 41 minuti, godibili dal primo all’ultimo, che fa riaffiorare alla memoria glorie passate di gruppi come Death ed In Flames: voce affilata, ritmiche serrate ma pulite, chitarre e basso potenti e mai eccessivi. Il songwriting maturo mette in evidenza l’affiatamento del gruppo, oltre all’ottima preparazione tecnica dei singoli componenti; tra questi, si segnala il riconoscimento di Zappatore come uno dei migliori chitarristi sul territorio nazionale da parte di riviste del settore (è anche tra i vincitori della quarta edizione del concorso “Emergenza Chitarre”, patrocinato dall’omonima rivista e dalla Playgame Music), oltre che da eminenti professionisti del calibro di Ron Thal e Steve Vai. Anche la produzione di questo “Inferno Inc.” risulta essere sopra la media dei gruppi che, per così dire, devono arrangiarsi da soli: con delle premesse così, viene naturale domandarsi come mai i Kiss Of Death non siano ancora sotto contratto.

KRONIC.IT Web’zine GENNAIO 2005-Italia-I Kiss Of Death di gavetta ne hanno fatta davvero molta (troppa?). Attivi dal 1994 hanno raggiunto le soddisfazioni più importanti suonando insieme a band del calibro di Sepultura, Saxon, Linea 77, Extrema, Necrodeath, Death SS, etc. etc. mentre, per quanto concerne il punto di vista delle uscite discografiche, il four piece pugliese è ancora relegato all’autoproduzione. ‘Inferno Inc.’ è il loro secondo full length ed esce a distanza di quattro anni dal discreto ‘Stronger Than Before’. Il nuovo disco si muove all’interno di coordinate thrash/death (apportando quindi qualche modifica rispetto al sound che caratterizzava il loro passato) ed è contraddistinto da ritmi forsennati interrotti da aperture melodiche, dalla voce acida, cattiva ed in stile Necrodeath di Max Serafino, da riff taglienti, da ottimi assoli frutto dell’ego di Marcello Zappatore e da un buon lavoro dietro le pelli da parte di Dario Congedo.Tutto sommato ci troviamo di fronte ad una buona band che viene penalizzata oltremisura dalla scarsa originalità del proprio sound. Se i Kiss Of Death riusciranno ad osare “qualcosa” di più per loro potrebbe aprirsi diverse porte in quanto le qualità ci sono come del resto i margini di miglioramento sono notevoli.HMP.IT

Web’zineFEBBRAIO 2005-Italia-I Kiss Of Death sono italiani, di Lecce, e giungono con questo Inferno Inc. al loro secondo album, autoprodotto esattamente come la prima uscita. Il disco pubblicato nel 2004 è un misto di elementi thrash e death metal tendente alle sonorità scandinave; le peculiarità dei Kiss Of Death risiedono nella voce di Max Serafino, che tende in modo più che evidente verso il black, e nella chitarra solista di Marcello Zappatore. Zappatore è un chitarrista affermato che in questo album mette in mostra tutta la sua capacità, composta non solo di tecnica, ma anche di idee intelligenti e sicuramente particolari; i riff passano dalla pesantezza mastodontica di “My World” alla corsa veloce di “House Of Pain”, che in alcuni tratti ricorda i migliori Iron Maiden. Solo per poco, però, visto che dista pochi secondi l’assolo cacofonico e dissonante, che già era apparso in “Violent Attitude” e che risulta essere un tema portante del gruppo: i momenti solisti infatti negano una delle proprie principali caratteristiche, la melodia, per tuffarsi in dissonanze, salti armonici improbabili e note volutamente fuori tonalità, creando una sensazione di disadattamento. Il disco è pesante, alterna momenti estremamente tirati a cadenze pachidermiche e asfissianti; sicuramente una buona prova, che porterà ai Kiss Of Death delle offerte di contratto, o almeno è auspicabile che ciò accada. Una bella promessa, che se verrà mantenuta sarà una realtà anche migliore.

SILENTSCREAMZINE.COM Web’zine GENNAIO 2005-Italia-Meglio il thrash tradizionale, quello ottantiano e “made in bay area”, od il più moderno ed aggressivo death thrash di matrice scandinava? In soccorso di tutti gli indecisi tornano i leccesi Kiss Of Death con la potente mistura di “Inferno Inc.”, un calderone sonoro capace di fondere alla perfezione gli elementi caratteristici di entrambe le due scuole di pensiero. Riff taglienti o pachidermici, delle brucianti accelerazioni ed un solismo sempre sopra le righe sono, da sempre, i marchi distintivi di quel modo di intendere la musica estrema che i Kiss Of Death hanno sposato appieno, aggiungendo l’acida voce di Max Serafino, quasi di matrice black, ad alzare ulteriormente il già considerevole tasso di cattiveria presente in ogni brano. A livello tecnico la band non dimostra cedimenti ed anche i suoni, grezzi e secchi, sono i più adatti allo scopo: scatenare un irrefrenabile pogo e provocare degli intensi dolori alle vertebre cervicali. Anche il songwriting, nonostante gli ampi margini di miglioramento, mostra già un’ottima maturità ed una discreta varietà di soluzioni, con una certa propensione all’abbinamento di ritmiche incalzanti ed assoli tendenti alla dissonanza. Un’ulteriore (ancora maggiore!) impatto dinamico, magari grazie a più insistite accelerazioni, ed un approccio vocale più sfaccettato sono gli ulteriori perfezionamenti che i Kiss Of Death potranno probabilmente apportare al loro sound in futuro. Noi, per il momento, ci possiamo limitare a prendere in faccia la mazzata di “Inferno Inc.” ed a sorriderne. Senza denti, ma contenti.

METALSCREAM.ITWeb’zineGENNAIO 2005-Italia– Carino e soprattutto accattivante è l’intro che apre la strada alla prima canzone, prima di dare il via alla musica dei Kiss Of Death.Un Power Thrash metal molto martellante anche se non estremo, con tanti tratti saltellanti e stoppati che san molto di moderno; Thrash soprattutto per quanto riguarda i tratti musicali, mi sento di dare una sfumatura Death (a parer mio) per la linea vocale, che appare sempre strillata e abbastanza alta, per fare paragoni con gruppi nostrani, mi ricordano molto i lombardi Arkenemy o i Node, ma ritorniamo a noi…I brani si susseguono tutti più o meno martellanti, piacevoli all’ascolto, soprattutto mi piace l’ottava traccia “Declaration Of War”, che a sentire una dichiarazione del genere, io fossi nel nemico me la darei a gambe, una mitragliata violenta e rabbiosa, quasi “blackeggiante”, da ascoltare…Molto bravi tutti i musicisti, soprattutto il lavoro del batterista… unica pecca, se mi vien concessa, i soli di chitarra, che seppur molto tecnici e di gradevole ascolto, appaiono un po’ troppo simili tra loro e a volte paiono far cadere il tempo della canzone, una botta di “Slayerismo” in più non ci starebbe male a parer mio, visto anche il tiro le canzoni! Niente da dire invece su suoni e registrazione, entrambi ad un buon livello, e soprattutto, niente da dire al gruppo, se non che il nome che si sono creati nel panorama metal italiano se lo sono meritati tutto!

SHAPELESS.IT Web’zine GENNAIO 2005-Italia-I Kiss Of Death rispondono ai nomi di Max Serafino alla voce e chitarra ritmica, Marcello Zappatore alla chitarra solista, Fernando Conte al basso e Dario Congedo alla batteria. Quando si sono formati, a Lecce nel 1994, la formazione era diversa. Max, il fondatore del gruppo, aveva intenzione di suonare un death metal di qualità ed aperto a svariate influenze. Il primo lavoro del gruppo è datato 1997: un demo intitolato “Lies”. I buoni riscontri di pubblico e critica hanno spinto i Kiss Of Death a riproporsi un anno dopo con “Undisputed Reality”. Il 2000 è stato l’anno dell’esordio su full-length. “Stronger Than Before” ha dato il via da un’interminabile serie di concerti. Sempre alla ricerca di un contratto, nonostante gli indubbi meriti artistici, i Kiss Of Death ci hanno riprovato nel 2002 con il “Promo 2K2”. Nel frattempo il gruppo ha calcato i palchi di quasi tutta Italia, partecipando ai festival più prestigiosi e supportando band famose quali Sepultura, Saxon, Linea77, Death SS, Necrodeath, ecc… Il 2004 si è aperto nel migliore dei modi. Marcello Zappatore ha vinto il concorso Emergenza Chitarre, patrocinato dalla rivista “Chitarre”. Già da tempo il musicista era considerato come uno dei migliori chitarristi italiani. Tra i suoi estimatori può vantare addirittura Steve Vai e Ron Thal. Lo stesso mese, i Kiss Of Death hanno registrato presso i Fear Studio di Alfonsine (RA) “Inferno Inc.”, il loro secondo full length che ora mi appresto a recensire.”Three Times Six” è aperta da una lunga introduzione che mette in bella mostra la qualità dell’arrangiamento. Il suono del quartetto è vigoroso, aggressivo e melodico quanto basta. La voce di Max Serafino è uno strillo acuto e devastante. Nel suo insieme “Three Times Six” è una buona canzone di apertura, di facile presa nonostante le varie finezze compositive che si possono cogliere ad un ascolto approfondito. Più severa è la successiva “Violent Attitude”. Il ritmo non è velocissimo ma la sua forza di trazione è irresistibile. Merito dell’ottimo lavoro di Fernando e Dario. Dal canto loro, le due chitarre intessono una rete di riff semplici ma efficaci. Di particolare interesse è l’assolo di Marcello, originale sia nell’esecuzione che nella scelta dei suoni. Sembra un saxofono stonato, eheh! E’ però in questi momenti che un musicista dimostra il proprio talento: nell’indipendenza da qualunque modello e dalle idee personali!”My World” è un’altra prova decisamente positiva. Il sound è quello tipico dei Kiss Of Death: “Inferno Inc.” mostra infatti una notevole coerenza sonora, sintomo di maturità. L’insistenza su determinate note rende questa traccia inquietante ed oscura. Il “groove” è eccezionale. Anche l’assolo di “My World” merita una citazione, grazie al suo mix tra melodia sghemba e controllato virtuosismo. Sin dalle prime battute, “House Of Pain” dimostra una spiccata melodia. Dall’inizio del CD è la canzone più vicina ai modelli del death melodico svedese. Ben strutturata, piuttosto trascinante, non mostra però il lato più personale del songwriting dei Kiss Of Death. Ruffiana, potrebbe soddisfare un buon numero di ascoltatori. In effetti era già apparsa nel “Promo 2K2”. Io la trovo un po’ banale. “New Blood” è una traccia decisamente più interessante. Introdotta come al solito da una breve sezione strumentale, il brano si evolve in un attacco non veloce ma dotato di un’aggressività assoluta. Lo spazio per la melodia è ridotto veramente all’osso e solo durante l’assolo essa assume una certa rilevanza. L’essenzialità del riffing fa sì che questa canzone sia in bilico tra il death e il deathcore.Bella e decisa, “Bestower Of Death” è un’emozionante viaggio nel death melodico e tecnico. La traccia è stata composta con la consueta perizia e bravura strumentale. L’influenza dei Death è sempre presente, una costante del quartetto leccese. Marcello Zappatore impreziosisce le battute iniziali di “Sunk Into Hate Complete” con passaggi chitarristici d’autore. Violenza e melodia vanno a braccetto; la sezione ritmica è implacabile. Questa canzone è dotata di un feeling oscuro, a cui contribuiscono le velate dissonanze distribuite un po’ ovunque.L’attacco di “Declaration Of War” è travolgente. Il suono del gruppo è pesantissimo! L’ottima produzione mette in bella evidenza la batteria di Dario, particolare fondamentale perché questo assalto all’arma bianca faccia veramente danno! Si tratta della canzone più veloce e distruttiva di tutto “Inferno Inc.”. Voce, chitarre, basso e batteria dichiarano guerra all’ascoltatore, aggredendolo con un vero e proprio terremoto sonoro. La coda è più cadenzata e conduce “Declaration Of War” alla sua fine. La title-track chiude il CD. E’ una buona canzone, slayeriana come riffing, molto diretta. Godibile dalla prima all’ultima nota, dimostra come i Kiss Of Death sappiano affascinare i propri fan senza perdere in qualità e in carattere. L’accelerazione finale spinge ad un headbanging sfrenato! Questo secondo full-length è una prova positiva. Il gruppo pugliese si conferma come una delle migliori realtà del death metal tricolore. Spero proprio che qualche etichetta si faccia furba e li metta sotto contratto!

Il CD può essere acquistato direttamente dal sito della band il quale, tra l’altro, è molto ben fatto e ricco di informazioni.

Da visitare

METALLOITALIANO.ITWeb’zineGENNAIO 2005-Italia-Il monicker Kiss Of Death, ormai arcinoto tra i fruitori dell’italico underground, si è ritagliato col tempo e soprattutto con un’infinità di buone prestazioni live, una discreta risonanza. La fine di questo ’04 ci presenta ancora una volta il combo all’opera, impegnato nella promozione della sua ultima fatica discografica ‘Inferno Inc.’, platter composto da nove tracce di power thrash metal aggressivo e dinamico. Il prodotto in questione gode di una produzione adeguata, che ne risalta le peculiarità e tutte le caratteristiche positive che in esso possono essere riscontrate. Innanzi tutto la prova corale dei Kiss Of Death è di assoluto spessore, confermando che dieci anni di militanza nella scena (avvicendamenti compresi) non possono che giovare a livello compositivo e strumentale. Brani molto buoni come ‘Violent Attitude’ o ‘House Of Pain’, straordinaria, confermano appieno quanto detto in precedenza, segnando un netto passo in avanti rispetto alle composizioni del precedente full length ‘Stronger Than Before’. Per loro fortuna, i Kiss Of Death mantengono queste coordinate qualitative tendenzialmente per tutta la durata di ‘Inferno Inc.’, alternando pezzi veloci e molto melodici ad altri più lenti e pieni groove. Così facendo la band si ritaglia una quarantina di minuti di sano e sincero power thrash metal mai scontato o prevedibile, comunque sempre incentrato sul concetto di forma canzone: sfuggendo la semplicistica formula strofa/bridge/ritornello, i Kiss Of Death riescono a comporre musica che, seppur rigidamente inquadrabile in un determinato filone, si lascia ascoltare con piacere ed attenzione incondizionata. ‘Inferno Inc.’ non è stato partorito con l’intenzione di sconvolgere qualcuno, il suo ruolo, evidentemente, è quello di trasmettere e generare buone sensazioni al proprio ascolto ed in questo, secondo noi, ci riesce benissimo.

METALSHOCK MagazineDICEMBRE 2004-Italia- I Kiss of Death, dopo numerosi anni di lunga gavetta nell’underground, sono riusciti a ritagliarsi una buona fetta di aficionados e, soprattutto, sono riusciti a guadagnarsi il rispetto di tutti. Purtroppo però il destino, o per meglio dire, le case discografiche non sono mai state dello stesso parere. Ad onor del vero, ancora oggi, i Kiss of Death sono costretti a proseguire l’ardua strada dell’auto produzione. Ma perché questa band non è mai riuscita a trovare un deal, visto e considerato che molte altre realtà, qualitativamente inferiori, sono riuscite in questo arduo compito? Le risposte potrebbero essere molteplici. Una causa potrebbe essere imputata allo scarso trendismo del sound di quest’ultimi, che purtroppo sono nati quando il loro amato Thrash era bello che morto. Un secondo problema a sfaccettature del tutto personali, come carattere, esigenze e via dicendo. O, spiegazione più plausibile, ma triste, semplicemente i Kiss of Death non sono mai stati ritenuti idonei al mercato. Ad ogni modo, preamboli a parte, a noi tocca l’arduo compito di recensire il secondo full lenght di questi ragazzi. Che dire, per quanto il wall of sound sia molto corposo che in passato, il genere proposto è il solito Thrash metal, molto tagliente e ben prodotto, indubbiamente dotato di una certa personalità, ma privo di quel quid in più che fa la differenza. Inoltre, mi duole sottolinearlo, il leader e fondatore, Max Serafino, farebbe meglio a dedicarsi alle sole composizioni lasciando il microfono a qualcuno di più, non capace, bensì convincente. Inchiusura, comunque, siamo al cospetto di un buon disco, un ennesimo passo in avanti lungo un percorso difficile che non sembra trovi sbocchi o vie d’uscita, ma non sta a noi risolvere certi enigmi.

ENTRATEPARALLELE.IT Web’zineGENNAIO 2005-Italia- Secondo Full lenght nella carriera dei leccesi Kiss of Death. E matura lo stile, la tecnica e l’entusiasmo di questi ragazzi che si stanno facendo strada nell’ambito del thrash nostrano. L’album inizia con “Three Times Six”, ottime le liriche e i titoli che compongono un album subito interessante dalle singole scelte che formano il disco. Perfetta la registrazione (album inciso ai noti Fear Studios ndr) che fa in modo che le linee degli strumenti si intersechino tra loro senza perdere di attitudine e sonorità. Anche la voce non sovrasta gli strumenti e da’ il giusto tono ai pezzi. Magari la scelta di adattare una voce molto “screaming” a questo tipo di musica può lasciare perplessi, ma una volta abituati al timbro, direi che si intona molto al genere. Ottima anche l’esecuzione di “Violent Attitude”, forse con un assolo un pò troppo ardito, ma bel pezzo nel complesso. “My world” è un pezzo di giusto impatto con un inciso particolare e d’effetto. “House of Pain” è uno dei pezzi sicuramente meglio riusciti di tutto l’album, già presente nel precedente promo 2k2, veloce, con un riff molto graffiante e melodie ben riuscite. “New Blood” e “Bestower of death” forse potevano avere una marcia in più, perdono un pò nella ricerca della tecnica e nella cadenza dei brani. Anche in “Bestower” come già riscontrato devo dire che l’assolo non è dei migliori. Voglio dire, si possono lavorare meglio sia il suono che la velocità, ma nel complesso non sfigurano. Con “Sunk into hate complete” si riprende a correre. Ottimi i lavori di basso un pò in tutti i brani (suoni e attitudini) che accompagnano perfettamente la batteria. Anche “Declaration of War” ha la stessa attitudine degli altri pezzi, forse meglio tralasciare gli assoli e le melodie sotto il cantato. Chiude la title track dell’album, forse il pezzo un pò più noioso del cd, ma non da scartare. Nel complesso un buon lavoro con degli ottimi suoni e delle idee sempre migliori per un gruppo che cresce sempre più e matura col tempo. Ribadisco di migliorare i suoni e le tecniche degli assoli. Ammettere i propri limiti con consapevolezza è prova di grande onestà verso chi ascolta.

EUTK.NET Web’zineDICEMBRE 2004-Italia-Devastante.  Già un titolo come “Inferno Inc.” lasciarebbe ben pochi margini di dubbio, è poi lo spirito dei Kiss Of Death a sbatterti in faccia la realtà: qui si pesta.Rispetto al passato la voce di Max Serafino si è fatta decisamente più cattiva, spesso e volentieri su tonalità screaming, come si può ascoltare sin dall’opener “Three Time Six”. La seguente “Violent Attitude” è una canzone massiccia, con qualcosa dei Kreator, che stupisce a livello di assolo, con la chitarra del bravo Marcello Zappatore a tirar fuori suoni acidissimi. Si continua a pestare con la slayerana “My World” e la successiva “House of Pain”, quest’ultima dal taglio maggiormente scandinavo. Un sound sempre frenetico, in grado di spaziare ed assorbire diversi aspetti del Metal: Thrash, Death, Black ed anche ‘Core o Crossover. Su tutto la personalità e la convinzione che i Kiss Of Death dimostrano di avere acquisito negli anni. Alle sonorità più “moderne” si può accostare sopratutto “New Blood”, che per il suo groove coinvolgente, le ritmiche spezzate ed alcuni effetti alle voci, attenua una corsa che era sembrata finora inarrestabile. Tranquilli, si riparte a correre ed a pestare subito dopo, con la thrashettona “Bestower of Death”. Davvero degna di nota la porzione strumentale posta all’inizio di “Sunk into Hate Complete” (e qui ci risento i Kreator), con ancora in evidenza la chitarra di Zappatore, ben sorretta dalla sezione ritmica, composta da Fernando Conte e Dario Congedo, i quali spingono come dei dannati pure su “Declaration of War” e sulla conclusiva titletrack. Unico appunto che si può fare ai Kiss Of Death è qualche imprecisione nell’interpretazione vocale, credo dovuta ad una foga talvolta eccessiva (vedi “Declaration of War”), ed alla necessità di affinare ulteriormente le diverse soluzioni sonore che propongono. Pecche davvero di facile risoluzione, magari con l’aiuto di un produttore esperto e smaliziato.Spiace tuttavia vedere che un gruppo attivo da 10 anni, durante i quali ha sempre fatto delle buone cose, per poter realizzare il secondo album (il primo è stato “Stronger Than Before” del 2000) sia dovuto nuovamente ricorrere all’autoproduzione.Ed a questo non vedo alcuna risposta razionale…

NOIZEITALIA.COM Web’zineNOVEMBRE 2004-Italia- Come si dice in questi casi? Un fulmine a ciel sereno? No, molto meglio una mazzata in pieno volto!!! Così si può riassumere in una frase fatta “Inferno Inc.” dei leccesi Kiss of Death, una bordata assurda di nove pezzi uno più furioso dell’altro che si guadagna a forza il titolo di band del mese per questo Dicembre 2004. Thrash metal dei bei tempi andati (le “cavalcate” furiose e i cambi di tempo), death metal violentissimo e di matrice scandinava (ma non pensate alla pur ottima scuola melodica, niente In Flames o simili qui!) e un spruzzata di metal core che di questi tempi rischia pure di far diventare i KOD trendy (che brutta parola!). E ci sarebbe anche la voce di chiara matrice black di Max Serafino che dona un alone di malvagità al lavoro (e che screaming ragazzi, ma la gola come l’hai ridotta per registrare l’album!?!!?). Ottima la tecnica dei componenti, in particolar modo la chitarra di Marcello Zappatore che colora di note i pezzi e della sezione ritmica che definirla un Caterpillar è un eufemismo.. carro armato? Schiacciasassi? Ci siamo capiti. Pezzi spaccaossa come “Three Times Six” e “House of Pain” non lasciano molto spazio ai ragionamenti, l’headbanging viene da se, a casa scuotete la testa e il piedino, in macchina è meglio non metterle nel lettore e mi immagino che ad un loro concerto ci si muova parecchio. Quando accelerano e cambiano tempo la cosa si fa parecchio intrigante e, non appena lo screaming assassino entra in gioco, il godimento supera abbondantemente il livello di guardia. Il disco malvagio perfetto per allietare le vostre feste natalizie che già oggi, 1° Dicembre, so già che iniziano a intristirvi… una buona dose di “Inferno Inc.” è l’antidoto giusto, se poi però Babbo Natale non vi porta i regali perchè avete fatto i bambini cattivi non venite a battere cassa qui a Noize (e nemmeno ai KOD se no ci maledicono!)

METALLIZED.IT Web’zineNOVEMBRE 2004-Italia- Un sound potente e maligno. Chitarre che strizzano l’occhio al death melodico, ma sempre mobili e variegate durante tutto l’arco del disco, toccando in molti passaggi, svariati generi, dal thrash-power fino al puro death. L’album si apre in maniera non proprio convincente con uno stridulo riff di chitarra non proprio gradevole. Per fortuna la prima traccia si riprende subito e sfodera un suono duro e diretto, ben supportato da una batteria schiacciasassi. Ciò che sorprende, aldilà dell’orientamento death/thrash della band è la presenza del cantato in uno screaming di puro stampo black. Comunque sia questo pezzo spacca le ossa, senza tanti giri di parole e utilizzato come opener di certo fa il suo effetto, anche in sede live, dove i nostri sembrano trovarsi decisamente a loro agio, ed il concerto romano di spalla ai Necrodeath ne è stata la dimostrazione. Infatti, nonostante la loro fama sia esponenzialmente aumentata solo negli ultimi anni, la band in questo quasi terminato 2004, ha varcato la soglia dei dieci anni di attività, portati davvero bene. Anche la seconda traccia si fa ben apprezzare durante tutta la sua durata, anche per una maggior estremizzazione del sound ed un meraviglioso assolo acido e intricato. Il disco fornisce di canzone in canzone sempre nuovi spunti di interesse e non annoia mai. Qualche volta magari si sente la mancanza di qualche corposo growl gutturale, ma c’è da dire che la voce già così si accosta benissimo alle sonorità sempre ruvide e spigolose della band leccese. Dopo la sfuriata iniziale, un massacro sonoro perpetrato durante le prime 4 tracce, con la quinta si cambia mood e questa New Blood, porta con se influenze direttamente dal crossover. Di sicuro in questa posizione questo pezzo ha trovato il modo migliore per ben figurare all’interno dell’album riuscendo a spezzare quello che era stato fino a quel momento un ritmo forsennato. La tregua non dura più di tre minuti e cinquantuno secondi, che Bestower of Death, ci riporta con i piedi per terra presentandoci quello che è il pezzo maggiormente orientato al death melodico, ricordando nel suo incidere episodi di gruppi come i The Crown. Continua con “Sunk into Hate Complete” il richiamo del power-thrash, con una canzone che dice “headbanging” dalla prima all’ultima nota. Movimentata ed energetica è un pezzo che dal vivo muove la gente, come pochi. Ancora furia distruttiva nel finale, con la bellissima Declaration Of War. Veloce, melodica ed accattivante è uno dei pezzi più interessanti del disco. L’assolo rende giustizia ad una canzone ben riuscita e supportata da un lavoro di batteria sempre massiccio. Questa canzone forse si conclude un po’ troppo frettolosamente con un fade out che la lascia forse un po’ sospesa, senza darle una risoluzione chiara, come se fosse incompleta; ma questo piacevole viaggio non poteva non condurci alle porte dell’inferno, che si spalancano di fronte alle nostre orecchie, con l’ultima song di questo disco, la title track: Inferno Inc. Forse non c’era modo migliore per concludere questo disco, che mantiene vivo l’interesse per tutta la sua durata, grazie anche alla indovinatissima sistemazione delle tracce lungo un percorso fatto di molti interessanti passaggi e solo qualche incertezza. La strada percorsa dalla band è chiara comunque e il dosaggio di tutti gli elementi, del giusto compromesso fra tecnica e brutale impatto sonoro fanno di questo disco e di questa band un fiore all’occhiello del metal italiano!!!

COOLCLUB.IT Web’zineNOVEMBRE 2004-Italia- Piacciono parecchio gli ultimi Kiss Of Death del prime mover metallico leccese Max Serafino, per tre motivazioni tre: anzitutto è il classico gruppo da gavetta e questo ha permesso loro di inglobare e personalizzare tutta una serie di stili che mi sento di riconoscere durante l’ascolto, e nello specifico il thrash bay area, il crushing svedese, le speed metal suggestioni di band come gli Exciter, la compattezza dei riffoni Panteriani e Machine Headiani di quando il metal si faceva moderno, la NWOBHM delle maideniane cavalcate financo, e con l’innesto di Marcello Zappatore (il gruppo ha avuto nel corso dei 10 anni di attività svariati cambi di line up) tutto un artigianale, sia detto come un complimento, background del più intelligente guitar eroismo (leggere: gente che si è sudata i coglioni sugli strumenti). Il che mi conduce dritto al secondo argomento. Si fa apprezzare anche perché questa gente sa suonare (la sezione ritmica di Fernando Conte e Dario Congedo, rispettivamente basso e batteria, è una di quelle che non la manda a dire, sempre squarciata dalla tagliente voce e dalla veloce macina-riff del signor Serafino), ma non è il punto: la verità è che sanno costruire i pezzi strizzando l’occhio al formato canzone, il che di fronte a miriadi di bands ultratecniche che sanno solamente suonare non è cosa da poco. Infine rimandano ad una attitudine che come dicevo sopra shakera il meglio della musica dura dell’ultimo trentennio senza vergognarsene. Brani come “New Blood” e “House of Pain” non faranno fatica dunque a conquistare un pubblico il più eterogeneo possibile , e questa si chiama eleganza. Tanto che alla fine dell’ascolto di un disco come il loro ti sembra di aver fatto nuovamente i conti con l’unica forma di classicità “heavy metal” oggigiorno possibile. Mica cazzi.

ROCK HARD MagazineNOVEMBRE 2004-Italia- Anni di gavetta e tonnellate di Live Show, così si potrebbe idealmente riassumere la carriera dei Kiss of Death. ‘Inferno Inc.’ rappresenta per la formazione leccese un deciso punto di svolta stilistico; le influenze mutuate da realtà come Machine Head e sepoltura che avevano caratterizzato la prima parte della discografia vengono affiancate ed, in parte, sostituite, da un riffing più moderno e vicino a quanto espresso dai The Haunted, facendo anche emergere un’ammirazione mai troppo palese per il nu metal. Sorprendente il cambio di tonalità del leader Max Serafino, passato dai poderosi growl degli esordi ad uno screaming quasi black metal, ancora da affinare, che a volte cozza con il groove sin troppo americano di brani come ‘New Blood’. Convince invece il raffinato guitar work di Marcello Zappatore, axeman capace di cesellare pregevoli soli anche in questo contesto non proprio adatto ad un virtuoso. L’ultima lancia va spezzata in favore della produzione, pienamente all’altezza degli standard internazionali; ‘Inferno Inc.’ si presenta come un acquisto obbligato per gli amanti delle sonorità sopraccitate, che trova il proprio punto di forza nell’abilità con cui vengono mescolate il gusto melodico tipicamente europeo e la potenza prettamente a stelle e strisce.

METAL-EMPIRE.IT Web’zine NOVEMBRE 2004-Italia- Quanto l’ho aspettato, ed ora eccolo nel mio stereo! Finalmente ha avuto luce “Inferno Inc.”, nuovo capitolo dei Thrash Gods leccesi Kiss Of Death, del sempre più in forma Max Serafino. Come ben si sa l’uscita di quest’album è stata posticipata di un bel pò, ma alla fine dell’attesa ne è valsa la pena. “InfernoInc.” è di sicuro quanto di meglio prodotto dal combo pugliese, orgoglio della scena Thrash nazionale, come si riesce a capire già con l’opener “Three Times Six”, in cui i KoD denotano lo stato di grazia in cui gravitano. E’ poi la volta di “Violent Attitude”, un titolo che lascia ben poco all’immaginazione. i 41 minuti del cd scorrono via che è un piacere, sulle note (tritacarne) di pezzi come “My World”, “Bestower Of Death”, “Sunk Into Hate Complete” e la spettacolare, conclusiva title-track. La gestazione è stata lunga, ma il parto è stato eccezionale: specie se si pensa che ciòche ha avuto vita è una creatura malsana e violenta che risponde al nome di “Inferno Inc.”. I KoD tornano a far palrare di loro, e lo fanno nel migliore dei modi, con un disco sopraffino, che, personalmente, difficilmente uscirà dal lettore cd. Un plauso a Max e soci: sono in formissima,e la dimostrazione è in quest’album. Massimo dei voti e chapeux.WILDEZINE.IT Web’zineNOVEMBRE 2004-Italia-I Kiss Of Death possono vantare ormai un’esperienza decennale, considerata la loro formazione nel 1994, tra demo cd, un debut album, ma soprattutto una buona serie di live, alcuni al fianco di nomi rilevanti come i Sepultura tanto per citarne uno.La band leccese ha sicuramente acquisito negli anni una certa dose di maturità che farebbe pensare ad un loro nuovo album più “adulto”, riflessivo, ed invece “Inferno Inc.”, già dal titolo e dalla copertina, si dichiara battagliero. Il nuovo full lenght dei KOD picchia giù pesante e, nonostante si possa vantare di una certa solidità e di una maggior caratura tecnica, si presenta ancora più estremo del suo predecessore. Ciò che colpisce al primo ascolto è la voce del leader/fondatore Max Serafino al limite dello screaming black metal più furioso, ed è proprio nelle parti cantate dove “Infernal Inc.” si fa più diretto ed impulsivo, ma lo stile dei nostri resta sempre inconfondibilmente thrash metal ed è proprio nei frangenti puramente strumentali che il loro power-thrash è decisamente elaborato e a tratti “nervoso”, in particolar modo nelle parti più strettamente solistiche influenzate, in questa nuova release, dalla presenza di Marcello Zappatore, un chitarrista tecnico riconosciuto tra i migliori a livello nazionale. I virtuosismi del nuovo entrato hanno sicuramente contribuito ad arricchire la proposta di Kiss Of Death che affiancano a certe nuove simpatie, di provenienza forse black metal, delle direttive più ragionate e tecniche.Direttive dettate certamente dell’esigenza di crescita e di progressione che una band del calibro dei Kiss Of Death deve ormai necessariamente avere.

METALWAVE.IT Web’zineOTTOBRE 2004-Italia- Avevo recensito il precedente lavoro dei leccesi Kiss of Death lo scorso anno, proprio poco tempo dopo l’apertura dei battenti di questa fanza! Allora mi ritrovai per le mani un disco già piuttosto datato (se non sbaglio “Stronger than Ever” fu rilasciato nel 2000), per cui mi riservai di dare un giudizio definitivo sulla band capitanata dall’iperattivo Max Serafino, in quanto sapevo di alcuni cambi di formazione avvenuti nel frattempo ed ero conscio che la maturazione di una band, in quattro anni, può essere davvero impressionante. In questi giorni mi ritrovo per le mani l’advance del loro disco (che uscirà a fine Ottobre) per cui ho la possibilità di testare in maniera definitiva le buone impressioni suscitatemi dal precedente lavoro. Direi quindi che è il tempo di passare all’ascolto del platter in esame. Un riff molto acuto e tagliente introduce “Three Time Six” che prima si dipana su di un riffing di scuola modern-thrash, per poi esplodere in una song dal buon feeling thrash/death a cavallo tra l’antica scuola americana e quella quella più nord-europea. L’impostazione vocale è stata leggermente cambiata verso uno screaming acuto che sembra figlio di Chuch Schuldiner e Tompa. L’assolo molto ispirato può far ricordare certi momenti degli Arch Enemy dei fratelli Ammot. Buona la produzione (che però sembra un attimo sacrificare la voce), interessante inizio.Un abrasivo mezzo tempo introduce la successiva “Violent Attitude” che si dipana su di un riffing piuttosto groovy e non troppo veloce. Un pezzo praticamente monolotico, il cui incedere è interrotto da un bell’assolo centrale! Segue a ruota “My World”, un altro pezzo giocato sui mezzi tempi e su di un cantato piuttosto continuo che si interrompe verso metà con un riff dal sapore Slayer (che non fa mai male) e che permette a Marcello di esprimersi in un solo di pregevole fattura, sia per feeling sia per axe-skills. Si giunge quindi a “House of Pain” il cui riffing ha il sapore dei già citati Arch Enemy (primo periodo), e che si basa su di un up-tempo non velocissimo ma di sicura presa, sia per l’intreccio melodico che per il tiro vero e proprio: sono sicuro che questo dal vivo sarà un bel brano che farà scatenare il mosh-pit! Sembra ripetitivo dirlo, ma anche in questo brano il lavoro della chitarra solista risulta davvero buono. Un riff doomy apre la quinta “New Blood”, riff che lascia ben presto il campo ad un altro giro molto più groovy e dall’aria NU-metal. Le dissonanze, i ritmi intricati e non veloci, la voce filtrata fanno orientare le direttive del brano verso alcuni lavori di stampo Machine-Head. Sarò un purista, sarò un intransigente, ma a me certe sonorità non piacciono molto ed infatti reputo il pezzo (che comunque in sé non è male) come il meno riuscito del disco. Si torna ad atmosfere più consone alla band con la successiva “Bestower of Death” dai richiami Slayer e sapore nord-europeo. Altra introduzione di scuola NU per “Sunk into….”, che però sfocia in un ispiratissimo solo di Marcello. Manco il tempo di prendere fiato che ci ritroviamo nell’up-tempo thrash/death in cui i nostri sembrano trovarsi a loro agio. Nella porzione centrale del pezzo, sorretto da un mid-tempo piuttosto pesante, si va ad incastonare un’altro pregevole assolo di Marcello. Un feedback di chitarra distorta ci conduce sino al brutale impatto con il riff iniziale dell’ottava song del disco, dal cui titolo “Declaration of War” si può arguire che sarà un pezzo tiratissimo, infatti i nostri lanciano una bordata in stile stile Slayer/Dark Angel che sembra ripescare l’impatto di alcune song della seconda metà degli anni ’80…. con tanto di riff malefico doppiato in quarte dalle chitarre, che va sfumando verso l’ultima song, la title-track del lavoro. “Inferno Inc.” è giocata su di un inizio brillante mentre si dipana nella seconda metà su mezzi tempi groovy con alcune dissonanze di chitarra. Un pezzo dal buon impatto anche se, ad essere onesto, dalla title-track mi sarei aspettato un brano dalla potenza e immediatezza più devastanti. In conclusione, i Kiss of Death sono uno di quei gruppi per cui la lunga gavetta ha giovato alle composizioni. Composizioni che a loro volta giovano di una più che discreta tecnica individuale di tutti i nuovi componenti, anche se il nuovo solista Marcello (visto anche il lungo curriculum presentato) si erge per competenza tecnica, fantasia e gusto. A tutto questo aggiungete una buona produzione ed una discreta scelta dei suoni ed otterrete un buon CD per cui vale la pena spendere dei soldi. L’unica critica che mi sento di muovere al gruppo risiede nella (per me) poco varia impostazione vocale: reputo infatti che alcune composizioni avrebbero giovato di una piccola variazione di stile rispetto al classico screaming…….. ad ogni modo, questa mia ultima frase risulta un po’ il volere trovare il proverbiale pelo nell’uovo. Insomma, supportate i Kiss of Death perché si sbattono da anni e meriterebbero una maggiore attenzione da parte del grande pubblico!

BRUTALISM.COM Web’zineNOVEMBRE 2004-The Netherlands-New disc of these Italian thrash metal heads. 8 New songs (House Of Pain already appeared on their promo 2002). Still you hear 9 high quality and power thrash metal with high raw screamy vocals, forcing guitars with the nice leads and the stewing drums. The songs are various in tempo and besides the aggression there is also plenty of melody. Again this is a strong release of a band I like. Hope they get more recognition.

 

 

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